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Il percorso di mentoring

Parti da te stesso, non dal mentore.

Sentiero nel bosco in autunno con raggi di luce

Prima di chiederti «Chi potrebbe essere il mio mentore?», chiediti:

  • Dove voglio essere tra 3 o 5 anni?
  • Quali competenze devo sviluppare?
  • Quali errori vorrei evitare?
  • Quali sfide sto affrontando oggi?

Le risposte a queste domande delineano il profilo del mentore che stai cercando.

Cerca chi ha già percorso la strada che vuoi percorrere

Un buon mentore è qualcuno che ha già affrontato con successo le sfide che oggi stai vivendo. Se aspiri a diventare un leader nel procurement internazionale, ad esempio, potrebbe essere utile confrontarti con un professionista che abbia gestito team multiculturali, guidato trasformazioni organizzative, sviluppato strategie di sourcing globali, affrontato mercati complessi ed emergenti. L'esperienza concreta vale più di qualsiasi teoria.

Osserva chi condivide con generosità

Una caratteristica spesso sottovalutata è la disponibilità a condividere. Ci sono professionisti brillantissimi che però non amano insegnare. Altri, invece, possiedono un'autentica vocazione nel trasferire conoscenza. Un potenziale mentore ascolta attentamente, racconta anche i propri errori, pone domande intelligenti, incoraggia la crescita degli altri, non cerca di apparire infallibile. Diffida di chi vuole mostrarti solo i successi. Impara da chi è disposto a raccontarti anche i fallimenti.

Cerca in ambienti diversi

Molte persone limitano la ricerca all'interno della propria organizzazione. È un errore. Un mentore può essere un manager della tua azienda, un ex collega, un docente universitario, un professionista incontrato a una conferenza, un imprenditore, un autore dei cui lavori apprezzi il pensiero, un dirigente appartenente a un settore diverso dal tuo. Spesso le intuizioni più preziose arrivano da mondi apparentemente lontani.

Valuta la chimica umana

Il mentoring è una relazione basata sulla fiducia. Puoi ammirare enormemente una persona e allo stesso tempo non riuscire a instaurare un dialogo aperto con lei. Un buon segnale è quando, dopo una conversazione, ti senti ispirato, stimolato, più lucido, motivato ad agire. La conoscenza si trasmette attraverso le relazioni, non solo attraverso le competenze.

Non chiedere subito «Vuoi essere il mio mentore?»

È spesso più efficace iniziare con una richiesta limitata e concreta: «Sto cercando di migliorare le mie competenze di leadership. Potrei offrirti un caffè e chiederti qualche consiglio sulla tua esperienza?» Molte relazioni di mentoring nascono così: da una conversazione sincera e non da una richiesta formale.

Cerca qualcuno che ti sfidi

Forse il criterio più importante è questo. Il miglior mentore non è chi ti fa sentire bravo. È chi ti aiuta a diventare migliore. Ti farà domande scomode. Metterà in discussione alcune tue convinzioni. Ti mostrerà aree di miglioramento che preferiresti ignorare. Ed è proprio per questo che sarà prezioso.

“Quando si cerca un mentore, molte persone si domandano: «Chi sarà disposto a investire del tempo su di me?» Forse la domanda corretta è un'altra: sto diventando una persona sulla quale valga la pena investire?”

I migliori mentori sono attratti da persone curiose, umili, disciplinate e desiderose di imparare. In fondo, trovare un mentore non significa cercare qualcuno che ti indichi la strada. Significa trovare qualcuno che ti aiuti a vedere più lontano di quanto oggi tu riesca a vedere da solo.